La sicurezza come requisito essenziale della conformità urbanistica

La verifica delle condizioni di sicurezza negli immobili è diventata materia affidata al professionista tecnico

sicurezza negli immobili

Lungarno a Pisa – ph Carlo Pagliai


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
Blogger, YouTuber and digital communicator

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La sicurezza non è solo un termine, piuttosto una complessa materia fin troppo trascurata (in Italia).

Ringrazio l’amico e collega Valerio Cinelli, titolare di questo blog, per aver ospitato un mio breve scritto relativo alla materia di cui lui è assai più esperto di me.

Pochi giorni fa producemmo assieme una diretta video su Facebook sul tema della sicurezza negli immobili, focalizzando i punti di congiunzione tra sicurezza e conformità urbanistica degli immobili.

La premessa importante da cui ha inizio è una dirompente novità introdotta dal Decreto ‘Scia 2‘ nel testo unico dell’edilizia DPR 380/01, ovvero la Segnalazione certificata di Agibilità.

Se da una parte è vero che in Toscana, e in altre regioni, qualcosa di simile avveniva già attraverso attestazioni di conformità, adesso con questa norma a livello nazionale è stato lanciato il principio che la verifica di sussistenza di tutte le condizioni per l’agibilità è stata posta in capo al professionista.

Quali sono i requisiti per l’agibilità di un immobile ?

Il legislatore col decreto n. 222/2016 ha deviato l’onere di certificare l’agibilità con segnalazione certificata, prodotta da un professionista, attestando la  sussistenza  delle  condizioni  di   sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate  secondo quanto dispone la normativa vigente, nonchè la conformità dell’opera al progetto presentato.

Parlando con Valerio Cinelli di questo aspetto, arrivammo rapidamente alla conclusione che il requisito di sicurezza va assunto nei termini più ampi della sua accezione.

Infatti la parola “sicurezza” coinvolge molti aspetti dell’edificio e si articola in ulteriori settori, vediamone alcuni:

  • strutture e caratteristiche antisismiche, protezione dell’incolumità;
  • prevenzione incendi;
  • sicurezza impiantistica;
  • accessi sulle coperture e parti condominiali;
  • ascensori e sistemi di sollevamento;
  • varie ed eventuali;

Da qui si capisce che grava un enorme onere a carico del professionista che deve provvedere a rilasciare certificazioni. Ma c’è di più.
Il campo di esistenza della sicurezza non termina alla realizzazione e ultimazione dell’opera-edificio, piuttosto si estende con l’entrata in esercizio del normale ciclo vita di esso.

Per tale questione è stato introdotto il fascicolo dell’opera, contenente una corretta previsione dei necessari apprestamenti atti a garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività successive sull’opera-edificio, siano esse ispezioni, verifiche, manutenzioni, ecc.

In questo senso, mi trovo pienamente d’accordo con quanto affermato da Valerio, ovvero che la sicurezza ormai è diventata un livello di prestazione essenziale per gli edifici, al pari dello strutturale e dell’urbanistica.

Diciamocelo pure a chiare lettere: tra le caratteristiche oggettive dell’immobile rilevanti per una compravendita immobiliare, si sta facendo largo l’intera galassia della sicurezza, requisito essenziale per la qualità dell’edificato.

 


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